Nato nel 1813 e morto agli albori del Novecento, Giuseppe Verdi ha attraversato quasi per intero un secolo caratterizzato da profonde trasformazioni politiche e sociali, nel corso del quale l’Italia, da un coacervo di piccoli Stati, diviene uno dei maggiori Stati nazionali del continente europeo.

Nel 1836 Giuseppe Mazzini, in un saggio sulla Filosofia della Musica dedicato ai musicisti italiani, ed in particolare all’“Ignoto Numini” – ad un genio non ancora emerso – :«Oggi urge convincersi che, a rifiorire, la musica ha bisogno di spiritualizzarsi; che a levarla potente è necessario riconsacrarla con una missione (…)». E predicava l’avvento di un genio che avrebbe capito lo spirito del tempo:  «Quel genio sorgerà».

Quel genio fu Giuseppe Verdi che seppe interpretare al meglio questa esigenza collettiva e ricondusse l’opera italiana ad un piano di autentico impegno civile e morale e all’universalità dei sentimenti.

«In Verdi gli italiani non ammirano soltanto l’artista, ma venerano l’uomo di alta statura morale e d’esemplare condotta civica. Gli 88 anni della sua vita si estesero lungo tutto il Risorgimento e ai gloriosi eventi che condussero alla conquista dell’unità nazionale Verdi non rimase estraneo, ma partecipò con animo appassionato alle alterne vicende della riscossa nazionale (…)» «La Sua musica accompagnò la nascita della nazione e vi si inserì come autentica spina dorsale (…)» (Massimo Mila, in occasione del 50°anniversario della morte di Verdi).

I futuri italiani erano cresciuti all’ascolto dei versi che Verdi aveva reso celebri e popolari in tutta la penisola. Dal palcoscenico della Scala, il 9 marzo 1842, alla prima del Nabucco avevano sentito intonare:

“Oh, mia patria sì bella e perduta! Oh, membranza sì cara e fatal!”

Quei versi e quelle melodie diventarono il veicolo della comunicazione degli ideali di Patria, libertà, unità, nazione.

Il Nabucco, il Rigoletto, La Traviata, Il Trovatore, l’Aida, e altre decine di capolavori della lirica resero immortale il Maestro ben prima della sua scomparsa nel 1901.

Un grande artista, protagonista non solo nella musica

Con questo spirito racconteremo, nei suoi poliedrici aspetti, Giuseppe Verdi, patrimonio culturale degli italiani.

Ettore Radice